
Ultimo dell’anno a Spiez
Arrivi a Spiez, città del Canton Berna, che è già sera. Il 31 dicembre non c’è anima viva in questo luogo imbiancato dalla neve e addolcito dalla presenza del lago di Thun. Una tranquillità che aneli da tempo, considerando che mal sopporti i classici Capodanni, tanto rumorosi quanto vuoti di senso.
Dicono che la Svizzera sia triste. E fredda. Non è questa la sensazione che provi: non appena esci dal maliconico bozzolo in cui ti avvolgi oramai da anni ogni fine dicembre, ti accorgi di essere circondata da un’affabilità inaspettata. A fine cenone, ti ritrovi a bordo lago, insieme agli ospiti dell’alberghetto in cui hai deciso di soggiornare, ad aspettare trepidante i fuochi d’artificio. Parola d’ordine: sobrietà.
Il freddo è eccessivo perché si riesca a rimanere fuori molto oltre la mezzanotte. Ti lasci neve e papere alle spalle e ti dirigi a letto, più serena di qualche ora prima.

Le Alpi svizzere
La mattina dopo ti svegli avvolta dal grigio-azzurro di una giornata piena di promesse. Ti dirigi ad Aeschi, comune montano dove ciaspolare in libertà. La nebbia nasconde a malapena un sole che sta per sbucare con prepotenza fuori dalle nuvole. Non sei allenata e la pista che ti appresti a percorrere non è delle più facili ma ti fidi delle tue gambe. La bellezza della montagna, del resto, ti impedisce qualunque pigrizia.
Arranchi, lo ammetti. La salita è ripida e mai come ora realizzi quanto la montagna, vera e propria metafora della vita, metta alla prova carattere e tempra. Sei sfinita ma il cielo azzurro e la candida neve ti premiano per la fatica.

Panorama mozzafiato

Spiez al tramonto
Rientri in albergo al tramonto. Ascolti gli uccelli di lago e ti lasci andare al rosa che tinge il paesaggio. Come sempre, ti accorgi che ti è possibile godere pienamente di un luogo solo qualche tempo dopo il tuo arrivo. L’immediato ti è nemico. Se c’è qualcosa di slow nel tuo modo di girare per il mondo è proprio la tua anima, che ha bisogno di ritmi lenti da assaporare.
Il giorno dopo è giorno di partenza. E di pioggia leggera. Ciononostante non ti lasci sfuggire una passeggiata intorno al lago, su cui scorrono placidi battelli con la bandiera svizzera a poppa.
Ti sembra di essere in un luogo abitato da folletti: sul sentiero trovi dolci interventi umani sul paesaggio: un tronco intagliato, un presepe ricavato nella pietra, un gufo di legno inserito nella cavità di un albero… se la malinconia conferita dal clima viene risolta dagli abitanti con la creatività, allora ben venga il raccoglimento che le montagne proteggono con cura.

Visi intagliati nel legno
La neve si scioglie sotto ai tuoi piedi e tu respiri la natura ovattata. Questo è ciò che volevi: poter assorbire ciò che altri rifiutano. Il rasserenante grigiore, la dolcezza del lago, il silenzio della popolazione locale. Diversi modi di esprimersi, diversi modi di festeggiare giornate che altrove esplodono senza lasciare nulla all’immaginazione e ai sogni.
Tag:alpi, capodanno, lago di thun, spiez, svizzera, tranquillità
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